George Lilanga e i suoi Shetani PDF Stampa E-mail

Safari na uvataji, 1984, olio su masonite, cm 60x60

Shetani, 2003, smalti a olio su legno, cm 65x18x18 

Esposizione:

“George Lilanga e i suoi Shetani”

dal 15 aprile al 1 maggio 2011

HEALTH CENTER MARC MESSEGUE’ 
MELEZZOLE (Terni), via Torre Errighi 7 
Tel.: 0744 951666

articolo a cura di Cesare Pippi curatore della mostra.

Continuando il percorso di promozione artistica iniziato a febbraio 2011 con l’Esposizione delle opere del Maestro d’arte contemporanea Marco Lodola, l’ Health Center Marc Messeguè di Melezzole propone un altro evento artistico di grande livello, gli Shetani dell’artista tanzano George Lilanga.

George Lilanga è l’artista africano più noto, forse il più conosciuto tra gli artisti “non occidentali”. E’ stato definito il “Picasso Africano” per la simile impronta rivoluzionaria da lui lasciata nell’arte, nel “continente nero”, ma anche in tutto il mondo, per uno stile che ha segnato l’arte contemporanea africana, ma anche quella di artisti occidentali del calibro di Keith Haring.

George Lilanga è ormai riconosciuto tra i grandi maestri dell’arte contemporanea. Relegarlo al ruolo di uno dei maggiori interpreti dell’arte contemporanea africana è fortemente riduttivo. Ormai tutti concordano che quello di Lilanga è uno stile che va letto ben al di là di confini puramente etno/geografici. 

L’arte africana, come tutto quello che concerne il continente nero, ha ancora una scarsissima visibilità e tutt’oggi viene spesso identificata con le etichette di arte primitiva o arte tribale o arte minore, anche se negli ultimi tempi le cose sono migliorate e l’arte africana, in particolare quella contemporanea, ha cominciato a suscitare interessi sempre maggiori.

Ci troviamo ancora in una fase dove la necessità maggiore dell’arte contemporanea africana è quella della divulgazione; tra coloro che non sono strettamente legati al mondo dell’arte pochissimi conoscono i maggiori artisti africani e anche quelli che quel mondo frequentano spesso non hanno mai visto una loro opera; galleristi e strutture museali hanno finora snobbato l’arte contemporanea “non occidentale”, i “linguaggi altrui” (vedi arte africana, australiana, indiana, cinese…), le riviste d’arte pubblicano raramente  articoli a loro dedicati, le quotazioni di mercato permangono ridicole rispetto al loro riconosciuto valore. 

Ma le cose stanno cambiando: George Lilanga con i suoi Shetani, gli spiritelli declinati dalla tradizione della  cultura Makonde , ma da lui illustrati in modo completamente originale nelle sue sculture, negli acrilici realizzati su masonite e poi su faesite e tela, nelle opere stupende su pelle di capra e batik, è entrato prepotentemente nel mondo dei grandi maestri che hanno lasciato un segno indelebile nell’arte contemporanea.

George Lilanga è sicuramente l’artista africano e probabilmente quello “non occidentale” più conosciuto, più pubblicato, più esposto. Le manifestazioni su Lilanga, prima e dopo la sua morte nel giugno 2005, sono innumerevoli ed hanno interessato tutti i continenti. Le maggiori esposizioni di arte contemporanea africana svoltesi in Italia (Il ritorno dei maghi, ad Orvieto nel 2000, Africani in Africa, a Firenze nel 2004 e a Cortina d’Ampezzo nel 2005, Africa Today, a Roma nel 2007, Why Africa, a Torino nel 2007, ''Africa? Una nuova storia'', a Roma al Vittoriano nel 2010,) hanno sempre avuto in George Lilanga uno degli artisti di riferimento. E Lilanga è stato celebrato in un enorme numero di eventi a lui personalmente dedicati in musei e gallerie d’arte. Ricordiamo tra i tanti solo i più famosi in Italia: Lilangamania a Firenze nel 2005, George Lilanga di Nyama a Roma nel 2007, George Lilanga, Colori d’Africa a Perugia nel 2007, Gli Shetani di George Lilanga a Palazzo Trinci, a Foligno nel 2010, Ugo Nespolo incontra George Lilanga a Roma nel 2010.

Lilanga non è certo l’unico grande artista contemporaneo africano, ma è forse l’unico che con le sue opere ha creato uno stile in grado di influenzare l’opera di tanti altri artisti africani ed anche occidentali.